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Costretti a fuggire, costretti a tornare

Quando è scoppiata la guerra in Siria, molti siriani sono stati costretti a fuggire in Libano, utilizzandolo come sosta temporanea prima di chiedere asilo in Europa o come luogo in cui stabilirsi per un periodo più lungo. Dal 2011, il Libano ha ospitato quasi due milioni di rifugiati, molti dei quali hanno dovuto affrontare enormi difficoltà. Coloro che vivevano nei campi lottavano con la mancanza di beni di prima necessità, mentre i siriani che si sono stabiliti nelle città hanno subito molestie e discriminazioni, in gran parte alimentate dai continui problemi economici, politici e sociali del Libano.

Nel corso degli anni, ci sono stati occasionali appelli per deportare i siriani in un paese terzo o rimandarli in Siria. Recentemente, poiché il conflitto nella regione si è intensificato e si è esteso al Libano, molti rifugiati siriani si sono trovati senza altra scelta che tornare a casa, temendo ulteriori bombardamenti. Anche migliaia di famiglie libanesi sono state sfollate a causa della violenza, il che aumenta l’instabilità generale nella regione.

È un’amara ironia che un rifugiato siriano, che un tempo è fuggito dalla guerra nella sua terra natale, ora si trovi di fronte alla necessità di tornare a causa di un’altra guerra nel suo paese ospitante. Questa situazione mette ulteriore pressione sull’economia già fragile della Siria, che ha un disperato bisogno di stabilità. Gli sforzi per sostenere quelle famiglie che sono tornate in Siria devono essere intrapresi rapidamente, con ogni risorsa disponibile utilizzata per soddisfare le loro esigenze.

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