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Un bambino, un cappotto: dona calore ai bambini di Aleppo

Baydeen, uno dei quartieri più poveri ed emarginati di Aleppo, ha lottato a lungo con l’abbandono, anche prima della guerra. Il conflitto ha solo acuito la sofferenza dei suoi abitanti, che provengono da diversi contesti culturali ed etnici ma continuano a vivere insieme in pace. In questa comunità fragile ma resiliente, la campagna “Un cappotto, un bambino” ha portato un raro momento di calore e gioia.

🧥 Ahmad, un bambino dagli occhi vivaci e un sorriso timido, ha condiviso la sua emozione:

È la prima volta nella mia vita che indosso un cappotto nuovo, non usato.

🧥 Batoul, una bambina silenziosa i cui genitori sono stati uccisi durante la guerra, ora vive con la zia che si prende già cura di quattro bambini:

È morbido e caldo. Mi sento come se qualcuno si fosse ricordato di me.

🧥 Youssef, di 10 anni, spesso aiuta sua madre a trasportare l’acqua da serbatoi lontani:

Mi sento un supereroe con questo cappotto. È forte e caldo, proprio come voglio essere io.

🧥 Lina, di 8 anni, sogna di diventare un’insegnante:

Lo indosserò ogni giorno a scuola. Mi fa sentire intelligente e speciale.

🧥 Samir, che ha perso la casa in un bombardamento e ora vive in un rifugio temporaneo:

Quando indosso questo cappotto, mi sento al sicuro. Come se il freddo non potesse più farmi del male.

La campagna “Un cappotto, un bambino” ha fatto più che distribuire vestiti invernali: ha restituito dignità, acceso sorrisi e ricordato ai bambini che contano. Ma molti altri bambini a Baydeen e oltre affrontano ancora il freddo senza protezione.

La tua donazione può fare la differenza tra tremare e sorridere.

Aiutaci a portare calore a un altro bambino. Un cappotto. Un bambino. Un atto di speranza.

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