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Iman: Dreams in White Between Yarn and Textbooks
In un modesto quartiere di Aleppo, Siria, dove le mura delle case portano tracce di un passato bellissimo e di un presente resiliente, vive Iman, una ragazza di diciassette anni. È seduta su un semplice divano, circondata da gomitoli di lana in uno spettro di colori, mentre il suo uncinetto si muove con velocità e precisione, aggiungendo un nuovo giro a un caldo maglione di lana. Questo non è solo un hobby o un lavoro temporaneo; è un’ancora di salvezza, una storia di lotta intessuta in ogni punto.
Tra libri di testo e gomitoli
La vita di Iman è divisa tra due mondi che, a molti, sembrano incompatibili. Eppure, è riuscita a creare un delicato equilibrio tra di essi, una testimonianza del suo carattere forte e del suo acuto intelletto. La sua giornata inizia prima dell’alba, aprendo i suoi libri di scuola per studiare nel prezioso silenzio prima che la sua giornata intensa abbia inizio. Con la prima luce del sole, si sposta nel piccolo laboratorio di casa sua, sedendosi accanto a sua madre, sua partner in ogni cosa. Qui, passa dall’essere una studentessa dell’ultimo anno delle superiori che combatte la battaglia cruciale che determinerà il suo futuro, a un’abile artigiana che aiuta a sostenere la sua famiglia.
Un padre assente e il peso della responsabilità
Il padre della famiglia, il loro fondamento e sostegno, era scomparso da anni. La sua improvvisa scomparsa ha lasciato un vasto vuoto emotivo e finanziario. Cercarlo non è più solo una questione di attesa; è diventata una ferita aperta e un dolore quotidiano che rafforza solo la determinazione di Iman e di sua madre a perseverare. Madre e figlia si sono fatte carico del peso della famiglia, trasformando l’arte di lavorare a maglia maglioni di lana da un’abilità tradizionale nella loro unica fonte di reddito, assicurando il pane quotidiano e coprendo i costi dell’istruzione. Ogni maglione che vendono le avvicina di un passo a un sogno e allontana di un passo la minaccia delle difficoltà.
Un sogno in bianco: diventare pediatra
In mezzo a questa lotta quotidiana, Iman nutre un grande sogno nel suo cuore, troppo grande per il loro piccolo laboratorio di filati. Sogna di indossare un camice bianco e diventare pediatra. La sua motivazione non è la fama o lo status sociale, ma un desiderio profondo nato dal cuore della sofferenza. «Voglio curare ogni bambino malato, alleviare il dolore che le loro famiglie provano – un dolore che conosciamo fin troppo bene ogni giorno», dice Iman, i suoi occhi che brillano di determinazione. «Voglio dare loro la stessa speranza a cui ci aggrappiamo noi».
Questo sogno è il suo carburante. È ciò che la spinge a studiare per ore fino a tarda notte dopo una lunga giornata di lavoro, ripassando le sue lezioni di biologia e chimica con acuta intelligenza e grande determinazione, sfidando la stanchezza e ogni avversità.
Intelligenza acuta e una volontà d’acciaio
Ciò che distingue Iman non sono solo le sue difficili circostanze, ma come le affronta. La sua acuta intelligenza le permette di dividere magistralmente il suo tempo, di comprendere rapidamente complesse lezioni scientifiche e persino di sviluppare nuove tecniche di maglieria per lavorare più velocemente e produrre capi di qualità superiore. La sua forte personalità traspare di fronte alla pressione; non permette alla disperazione di entrare nel suo cuore, si rifiuta di essere una vittima e insiste nell’essere l’eroina della sua storia. Sfida le visioni tradizionali che potrebbero disprezzare una ragazza che lavora, credendo che la lotta di oggi sia ciò che scriverà il successo di domani.
Un modello di resilienza siriana
Iman non è solo una storia individuale; è un microcosmo delle giovani donne siriane che si sono rifiutate di essere spezzate. Fa parte di una generazione che ricostruisce dalle macerie, sogna in mezzo alle difficoltà e sorride nonostante le sue ferite. Aleppo, una città nota per le sue industrie autentiche e la resilienza della sua gente, offre Iman, una delle sue figlie più tenaci e determinate.
Tra filare la lana e risolvere equazioni, tra il dolore dell’assenza e la speranza per il futuro, Iman sta scrivendo un’epopea di perseveranza con i suoi sogni, il suo uncinetto e la sua penna. Racconta al mondo che la vita in Siria continua, che i sogni della sua gente sono più forti di qualsiasi distruzione e più caldi di qualsiasi maglione che faranno con le proprie mani. Il suo futuro non sarà definito dall’assenza di suo padre, ma dalla sua incrollabile determinazione a diventare il medico che sogna di essere, in modo da poter riportare guarigione e bontà in una terra stanca di malattie e dolore.

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