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L’aumento dei prezzi nei mercati siriani: un enigma senza soluzione

In Siria, i prezzi stanno salendo a un ritmo vertiginoso. Solo negli ultimi dieci giorni, il costo dei beni di prima necessità nei mercati è aumentato fino al 35%, lasciando i cittadini di fronte a un’altra sfida economica. Già sotto forte pressione finanziaria, i siriani fanno ora ancora più fatica a permettersi le necessità quotidiane. Questo implacabile aumento dei prezzi sembra un enigma irrisolvibile, colpendo in modo particolarmente duro gli articoli essenziali, dalla verdura e frutta ai beni di prima necessità.

Una visita ai vivaci mercati di Aleppo mostra quanto siano drastici questi cambiamenti. Le patate, conosciute come “l’amico dei poveri” per la loro economicità, sono ora prezzate tra 12.000 e 15.000 lire siriane (0,85 € – 1,06 €) al chilo. I fagioli sono saliti a 27.000 SP (1,91 €) al chilo, mentre l’aglio ha superato in modo scioccante i 100.000 SP (7,08 €) al chilo. I cetrioli ora costano 12.000 SP (0,85 €), e i pomodori sono venduti a 7.000 SP (0,49 €) al chilo.

I prezzi della frutta sono altrettanto elevati, variando tra 15.000 (1,06 €) e 35.000 (2,48 €) a seconda della varietà e della qualità.

Gli aumenti vanno oltre i prodotti ortofrutticoli, colpendo anche i beni di prima necessità. I prezzi dei legumi sono aumentati da 2.000 a 5.000 SP in una settimana, lo zucchero è ora a 13.000 SP (0,92 €) al chilo, e l’olio vegetale è salito a oltre 30.000 SP (2,12 €) al litro, segnando un improvviso aumento di 7.000 SP al litro.

In media, i prezzi sono aumentati tra il 15 e il 30% in soli dieci giorni, con alcuni che incolpano le nuove ondate di siriani sfollati e libanesi di ritorno dal Libano. I prezzi variano anche notevolmente a seconda del venditore, con diversi negozi all’interno dello stesso mercato – e tra aree urbane e rurali – che stabiliscono le proprie tariffe.

Questa caotica determinazione dei prezzi lascia i cittadini già in difficoltà a sopportare un fardello ancora più pesante. Senza alcuna autorità di regolamentazione che intervenga per controllare i prezzi, i commercianti sono lasciati senza controllo, rendendo facile per gli speculatori approfittare della situazione. Mentre le crisi continuano a intensificarsi, queste condizioni incontrollate consentono un ulteriore sfruttamento, con alcuni commercianti che accumulano merci per far salire ancora di più i prezzi.

La storia di Sana: una voce di resilienza

Sana, una ragazza siriana di 20 anni, è stata colpita da una bomba a Beirut, lasciandola con un’anca e le gambe rotte. Condivide un pezzo della sua storia:

“Abbiamo vissuto ciò che non avremmo mai voluto e ci siamo ritrovati con ciò che non meritavamo. Ogni giorno ci chiediamo: meritavamo davvero questo dolore, o abbiamo solo sognato troppo in grande? Abbiamo dimenticato di vivere in un mondo che uccide i sogni. Siamo sopravvissuti con pazienza, ma quando ci è stato detto di lasciare andare ciò che ci ferisce, abbiamo scoperto che il dolore era già profondamente dentro di noi. Non siamo deboli e non ci siamo arresi. Ma siamo a un punto in cui le nostre energie sono esaurite e i nostri cuori sono senza desideri. Abbiamo capito che stiamo vivendo la vita che ci è rimasta, non quella che volevamo.”

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